domenica 27 maggio 2012

DamBurger

Eccolo, è sicuramente lui, in termini di qualità della carne, il miglior hamburger che ho mangiato negli ultimi due anni. Non lo faccio rientrare nella mia personale classifica degli hamburger con pane, questo è diverso, e poi la graduatoria in corso si concentra nella zona di Milano. Qui siamo nel nord-est. L’ho mangiato da Damini, macelleria ed affini. Un luogo oramai conosciuto tra gli amanti del buon cibo ed esperti del settore. Di Damini scriverò meglio in seguito ora mi soffermo esclusivamente su di lui, il DamBurger. Servito in due tempi, come un film. La pubblicità.. un piatto misto di salumi con crudités di verdure in agrodolce e crema di olive e pomodorini. Il primo tempo è composto da tre quarti di hamburger adagiato su un ottimo purè di patate, rigorosamente vero ed a lato una macchia di senape piccante, molto piccante. Il secondo tempo invece è rappresentato dalla quarta parte mancante, servita con una crema di piselli e rape rosse e germogli. La carne è della razza Limousine nata ed allevata in Italia, frollata, disossata e tagliata ad Arzignano. Come dicono da Damini, più che buona…sana! Ma è buonissima, aggiungo io. Ottimo il sorbetto menta e lime che ha chiuso degnamente il pranzo o meglio, la proiezione. Il servizio è troppo ingessato a mio parere, tipico di un tre stelle parigino. Vedrei meglio un servizio più giovane, dinamico, fresco e simpatico. L’acqua ed il vino posso versarmeli io nel bicchiere ed un cameriere è più che sufficiente, tre o quattro sono troppi e spersonalizzano il rapporto umano. Tutto questo contorno toglie un po’ di gusto e serena semplicità, in questo contesto ovviamente. Consiglio, e non poco, il negozio, la bottega, la gastronomia, la boutique alimentare.., come dir si voglia, con le sue 900 etichette lato enoteca, consiglio doppiamente il DamBurger! Damini si trova ad Arzignano in provincia di Vicenza. Info qui.

sabato 26 maggio 2012

L'Insolita

Una serata non programmata si è rivelata intensa ed inaspettata. Al di là della rima, un veloce ma piacevole aperitivo in compagnia di un amico si è trasformato in qualche ora all’insegna della scoperta di gusti e persone con caratteristiche speciali. Il luogo, la trattoria Ferrelli (via Carlo Farini 6). L’occasione, la presentazione de “l’Insolita”, una malvasia ricca di profumo, sapore, valori e sentimento prodotta a Panarea da Andrea Pedrani e dalla sua compagna Chicca (Federica). Lui e lei sono milanesi DOC, anche nell’aspetto, ma nella realtà agli antipodi dei luoghi comuni. Fisici scultorei e ben curati con un amore per la vita e la sua essenza, lontani dall’esteriorità di cose e persone. Cosa difficile da pensare se ci si soffermasse solo al loro aspetto, ma parlando, tra un piatto e l’altro, si scopre un mondo ben diverso. Da sottolineare che sull’isola di Panarea Andrea è l’unico viticultore. Ha ereditato la terra con casa dal padre che l’ha acquistata intorno agli anni ‘50 per poco, molto poco dice lui. Un “poco” per l’epoca ma che oggi rappresenta una ricchezza inestimabile, e non intendo in termini economici. La quiete, il vivere alle origini con semplicità, il tempo per meditare, per dedicarsi alle cose vere, dimenticate da molti, baratto incluso. Cose ed azioni che oggi non hanno prezzo. Una luogo che pare essere un paradiso terrestre, mi è bastato vedere la foto della loro terrazza a picco sul mare. Per non parlare poi dei teneri ricordi legati al padre, anche su quella terrazza... Un calcio alla mondanità milanese e questa coppia “anomala” vive metà dell’anno sull’isola dove producono una malvasia secca di assoluta categoria, insignita di premi importanti. Una produzione limitata, al momento il terreno coltivato non è nemmeno un ettaro, forse la metà, ma ci sono le potenzialità per crescere ed anche per aumentare la produzione, rimanendo però su numeri bassi per non trasformare questa bottiglia dall’etichetta essenziale e con i colori dell’isola in un prodotto “commerciale”. A Panarea Andrea e Chicca si muovono con un vecchio SI, non ci sono auto e fuori stagione non ci sono nemmeno negozi aperti, bisogna organizzarsi bene prima e vivere di quello che offre la dispensa, la terra ed il mare. Il resto del tempo si lavora e quando si può si contempla la vita davanti ad un pesce accompagnato da una buona bottiglia di vino. La vita, quella con la V maiuscola. Una scelta coraggiosa, si, ma sicuramente ripagata. Tornare alle origini, ecco qual’è il segreto che potrebbe salvare il mondo intero. Che parolone. Eggià! Fermiamoci tutti un attimo e riflettiamo. Cosa è davvero importante per noi? Io credo di averlo intuito. Da tempo.

mercoledì 23 maggio 2012

Moscara - Charlie Brown

Titolo Moscara, sotto titolo Charlie Brown. Una volta solo Charlie Brown, intendo prima del restiling ad opera di Fabio Novembre. Un ristorante/pizzeria con un menù molto pugliese, per essere precisi leccese. Gradevole la veranda, anche se la vista non è su uno spazio verde ma sulla via Cadore. Meglio che niente.  Ma si sa, Milano è così conformata e gli spazi all’aperto si contano facilmente. Nel menù troneggiano prodotti e piatti pugliesi tra i quali cavatielli, ciciri e tria, scurtigghiata, tielle, puntarelle con stacciatella d’Andria, pescato di Gallipoli, misto salumi pugliesi e chi più ne ha più ne metta. Il mio ricordo era fermo alla vecchia location, ora il tutto è cambiato radicalmente. Il servizio è cortese e simpatico, un po’ imbronciato, forse per caso, il cameriere che ha servito il nostro tavolo. Provata la pizza, la Casereccia con pomodoro, mozzarella, broccoli, n'duja (sapientemente misurata) e pecorino. Buona, non memorabile, ma buona. Non è il tipo di ristorante che mi attira vivacemente per altro, ma mai dire mai. Il locale si trova in via Spartaco 37 (angolo via Cadore). Sito.

martedì 22 maggio 2012

Mamà by VasaVasa

Una nuova gelateria ha aperto a Milano, e precisamente in piazza Caiazzo all’imbocco con via Andrea Doria. Le gelaterie stanno crescendo come funghi in città ma è bene selezionarle come si deve. Questa si chiama Mamà e fa parte della catena di gelaterie siciliane VasaVasa attualmente presente a Milano, Torino e Parigi. L'ambiente si presenta bianco, pulito, molto essenziale, quasi asettico, con qualche tratto, cestelli inclusi, che rimanda alla più nota e presente catena Grom. Mamà ha aperto da pochi giorni e sono certo che deve rodare nel suo insieme.. I gusti dei gelati sono scritti a mano su un tabellone bianco posto sopra il bancone, mmmm. Ho provato il gusto nocciola, non mi ha convinto, ma il gelato era quasi terminato nel cestello, quindi è d'obbligo una riprova. Quando si tratta di gelaterie le testo sempre almeno un paio di volte assaggiando i gusti nocciola, pistacchio e crema. A breve potrò essere  sicuramente più preciso. L'ho segnalata perchè visivamente, in mezzo a tutte quelle che sorgono, mi è parsa carina, anche se per certi particolari solo all'apparenza, o meglio, al primo impatto. Ma è solamente l'inizio..., c'è tempo per migliorare. E comunque si parte da un buon punto.

giovedì 17 maggio 2012

mercoledì 16 maggio 2012

Moules et frites, la Cozzeria

Dopo tanto tempo, circa tre anni, sono tornato alla Cozzeria. Locale che nel frattempo si è allargato nello spazio lasciando però il resto pressoché invariato, e questo è un punto positivo. Il locale è molto semplice, con colori ed arredamenti che non sono proprio il massimo, ma qui a riempire la vista ci pensano le cozze. Molluschi proposti in tanti modi e varie salse, nel vero senso del termine. Ogni porzione è composta da un chilo di cozze accompagnate da patatine fritte vere fatte in casa e vi assicuro che appaga. Nel menù sono proposti anche altri piatti ma qui la cozza è regina assoluta. Veniamo a lei, qui credo si possano incontrare i guasti di tanti, forse di tutti. Ovvio, come punto di partenza deve piacere la cozza.. poi la si può avere classica, cioè impepata o alla marinara, o più particolare ad esempio con le cipolle, con la salsa di rucola e zafferano, alla crema di limoni, alla crema di Pastis, al cognac e zenzero, in salsa di gorgonzola, alla senape di Digione, con menta ed alloro e la lista continua…, e sono incluse quelle gratinate. Le mie preferite? Quelle alla senape di Digione, dopo aver mangiato qualche ostrica “Fine de Claires”. Qui di ostriche ne propongono 4/5 tipi. Il tutto è stato accompagnato con sentita presenza da una Ribolla Gialla. I dolci non mancano, fatti in casa, così come non manca, per chiudere la cena, lo zuccherino imbevuto di assenzio. Consiglio la Cozzeria per gli amanti del genere. Si trova in via Ludovico Muratori 6. Il sito.

martedì 15 maggio 2012

FLUID

Fresh Food è scegliere quantità e qualità. Così decantano al FLUID. Una vetrina di locale ricca di prodotti freschi, colorati, sani e buoni. Si può scegliere e mixare a piacere. A scelta anche la dimensione del contenitore (choose your size make your choices) da utilizzare per insalate, zuppe, macedonie, yogurt, frullati, centrifughe, spremute, sushi, sashimi, maki, chirashi e tartare. Ci sono anche tramezzini, dolci vari, cup cake compresi. Ho dimenticato qualcosa? Molto probabilmente si.  C’è tanto. E’ più un locale da asporto ma volendo si può consumare il pranzo all’interno ove è presente un bancone stretto fornito purtroppo  di soli due sgabelli, ma anche all’esterno sul marciapiede seduti ad un tavolino di ferro che offre comunque poco spazio. Ho provato una zuppa di punte di asparagi e patate ed un couscous con pollo al curry e ceci. La zuppa l’ho gradita anche se era un po’ fredda, cosa che può capitare, all’inizio però. Buonino il couscous. FLUID è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18 e si trova in via S. G. sul Muro 9.

di Nick Cave

L'ultimo viaggio di un commesso viaggiatore alla ricerca di un'anima.Bunny Munro vende prodotti di bellezza, miraggi alle solitarie casalinghe della costa del sud dell'Inghilterra. Alla deriva dopo il suicidio della moglie e in lotta nel tentativo di mantenere una presa sulla realtà, Bunny fa l'unica cosa che gli viene in mente: si mette sulla strada che è sempre stata la sua, con il figlio Bunny Junior di nove anni a rimorchio. La peregrinazione diventa sempre più bizzarra e frenetica, e il viaggio lo porta inesorabilmente a una resa dei conti. Sulla via, riemergono gli spettri del passato - padri decrepiti, fantasmi vendicativi, mariti gelosi e eccitati killer psicopatici e vengono a riscuotere i loro crediti...

La Morte di Bunny Munro, incandescente e modernissimo racconto morale, è anche il tenero ritratto di una complessa relazione padre-figlio che il lettore non scorderà facilmente. Un grande evento letterario.

domenica 13 maggio 2012

sabato 12 maggio 2012